mostre

L’arte della tassidermia.
Un mestiere al servizio della natura.

Museo Civico di Zoologia - dal 2 dic 2011 al 15 apr 2012


Non chiamateli imbalsamatori o impagliatori: sono tassidermisti; ovvero tecnici specializzati nella conservazione della pelle degli animali e nella preparazione di un supporto che ne ricrei perfettamente l'aspetto. Si sono riuniti a convegno a Roma ed il Museo Civico di Zoologia dedica alla loro "arte" una mostra molto suggestiva, secondo la filosofia che "quando un animale muore e niente di esso viene conservato muore due volte, e la seconda è per sempre".
Nella "Sala della balena" del bel museo di via Ulisse Aldrovandi (naturalista bolognese del Cinquecento) sono stati posizionati una serie di animali "tassidermizzati". Il visitatore può dunque trovarsi faccia a faccia con il puma, il lupo, il bufalo, l'antilope; con due condor, Romeo e Giulietta, regalati dal governo cileno a Mussolini, sopravvissuti ben per 70 anni nello zoo di Roma; e soprattutto con due tigri, madre e figlia decedute recentemente in cattività a causa di una malattia, immortalate in una tenera scena di gioco ricreata proprio nel centro della sala.
La mostra esibisce oltre 60 animali di grande e piccola taglia (le sale al piano superiore del museo però ne conservano permanentemente molti di più) deceduti per cause naturali o accidentali e qui accolte. Le tavole descrittive ricostruiscono le diverse tecniche di conservazione di pelle, peli, piume e squame, e quelle per il posizionamento degli stessi (in greco: taxis) su modelli anatomici modellati per ricreare l'aspetto originale.
Qualcuno potrebbe storcere il naso, immaginando che questa attività conservativa possa essere stimolare il bracconaggio, il commercio illegale di animali esotici o semplicemente la vanagloria dei cacciatori che vogliono mettere in mostra le loro prede. In effetti una sezione della mostra ricrea la stanza dei trofei di un cacciatore del primo Novecento, con tanto di zanne, fucili e teste di animali vari appesi al muro. Se questo poteva essere vero in passato, due aneddoti però chiariscono meglio di tante parole gli scopi dei tassidermisti, le potenzialità della loro disciplina e l'importanza scientifica di conservare l'aspetto degli animali. Il primo è recente: un bracconiere ha abbattuto un bellissimo esemplare di Gru Cinerina nell'Oasi Lipu del Lido dei Pini a Ostia. L'uccello è stato recuperato ferito ma purtroppo è deceduto; in seguito è stato portato al Museo di Zoologia perché gli specialisti che vi lavorano potessero conservarne la bellezza. Oggi si trova in una teca che accoglie i visitatori di questa mostra, insieme agli strumenti del tassidermista. Il secondo episodio è storia: nel '600 le esplorazioni olandesi scoprirono sull'isola Mauritius il Dodo, un grosso uccello incapace di volare; nel giro di pochi decenni l'animale si estinse e l'unica testimonianza che rimase furono i disegni degli esploratori e un esemplare tassidermizzato, conservato in un museo di storia naturale ad Oxford. Cent'anni dopo però, chi dirigeva l'istituzione giudicò inutile conservare il reperto e lo destinò alla discarica; si salvarono soltanto il cranio e una zampa, che è tutto ciò che rimane di un'intera specie incontrata dall'uomo.
In tempi, come questi, caratterizzati da estinzioni a catena di specie animali anche "popolari" come le tigri (come abbiamo scritto lo scorso anno) appare fondamentale conservare per le future generazioni quante più informazioni e reperti possibili delle creature che oggi possiamo ancora vedere in vita. (Giuliano Giulianini)

Via Ulisse Aldrovandi, 18 (Bioparco)
Orari: mar-dom 9-19
Ingresso: intero 7 euro; ridotto 4,50 euro
Per informazioni: tel. 0667109270; 060608
www.museodizoologia.it; www.museiincomuneroma.it

 





















In alto: Civetta delle nevi (Museo Civico di Zoologia)
Di seguito: Preparazione recente di Tigre con i cuccioli (Naturaliter s.a.s., Capannoli - PI)
Foto di Alessandro Eusebi ©2011