interviste
Intervista a Giulia Di Quilio
(tratto da Vic n°126/marzo ‘12)
Fino al 13 maggio al Salone Margherita va in scena “Dalla foglia alla voglia” uno stuzzicante spettacolo di varietà e burlesque di Gino Landi e Silvestro Longo. Abbiamo intervistato Giulia di Quilio: attrice, modella e oggi diva del burlesque.
Intervista ad Antonello Costa
(tratto da Vic n°126/marzo ‘12)
Antonello Costa è impegnato in queste settimane al Teatro Tirso de Molina con il suo nuovo spettacolo “Tutto Costa ancora di più”. Il comico siciliano prende spunto dalla crisi economica per legare, come è suo solito, una serie di sketch comici parlati, cantati, mimati, intermezzi danzati dalla sorella Annalisa Costa e dal corpo di ballo, e intervallati dalle incursioni dell'imitatore Gennaro Calabrese.
Intervista a Marilena Paradisi
Il 25 febbraio 2012 la Casa del Jazz ospita “Come dirti. Musica e parole estemporaneamente improvvisate”, il concerto dal vivo di Marilena Paradisi. La cantante presenterà nell'occasione il suo nuovo disco, “Come dirti” (Silta Records) accompagnata al pianoforte da Stefania Tallini, musicista che ha collaborato nella registrazione dei brani del cd.
Intervista a Max Giusti
(tratto da Vic n°125/marzo ‘11)
Abbiamo incontrato Max Giusti nel pieno di una intensa stagione lavorativa: in tv con la nuova edizione di “Affari Tuoi”, prossimo al debutto teatrale al Palatlantico con il tour “SuperMax”, impegnato in radio con il suo show quotidiano su Radio2.
Intervista a Barbara Foria
(tratto da Vic n°125/marzo ‘11)
L’attrice napoletana è in scena al Teatro dei Satiri con "Il piacere è tutto mio!", un monologo comico che ripercorre la storia del piacere vista al femminile: un excursus dall’età della pietra a quella... del burro, seguendo l’inesorabile declino fisico ed emotivo del maschio.
Intervista a Giorgia Wurth
(tratto da Vic n°124/dicembre ‘10)
L'attrice è sugli schermi cinematografici con "Maschi contro femmine" e in libreria con il suo primo romanzo: "Tutta da rifare", sull'abuso che molte giovani donne fanno della chirurgia estetica (tratto da VIC dicembre 2010)
Carlo Croccolo
(tratto da Vic n°122/ottobre ‘10)
Il grande attore, in tv con la serie "Capri", veste al Teatro Ghione i panni del Marchese del Grillo.
Cristina De Pin
(tratto da Vic n°122/ottobre ‘10)
La modella e showgirl, compagna del calciatore della Fiorentina Montolivo, racconta il suo presente, dal servizio per Playboy alle apparizioni come inviata a "Quelli che il calcio".
Rosaria Russo
(tratto da Vic n°110/giugno ‘09)
Rosaria Russo, attrice siciliana trapiantata a Roma da nove anni ci parla del suo amore per la città eterna che le ha dato lavoro e affetto. La protagonista di un famoso spot per le arance siciliane, è in realtà un’attrice completa che seleziona con attenzione ruoli e film.
(tratto da Vic n°110/giugno ‘09)
Parchi a tema su Roma antica, restauro del Colosseo, nuovi camminamenti nei fori, aperture straordinarie di siti sotterranei; ultimamente l’archeologia romana è tornata a fare notizia. Per avere un’opinione “di parte” sulla situazione dei beni archeologici della città abbiamo incontrato il presidente del Gruppo Archeologico Romano, Gianfranco Gazzetti.
(versione integrale dell'intervista pubblicata)
Gianfranco Gazzetti è un funzionario della Soprintendenza Archeologica dell’Etruria Meridionale e presidente del Gruppo Archeologico Romano (www.gruppoarcheologico.it). In questa seconda veste, nell’ambito dell’associazione, si occupa da decenni di difendere il patrimonio archeologico italiano e di diffonderne la conoscenza attraverso diverse attività didattiche. L’abbiamo incontrato in occasione del Natale di Roma, intento a guidare gruppi di visitatori sul sito archeologico della villa romana di Casalotti: uno dei tanti scavi, interessanti quanto sconosciuti, che costellano i quartieri centrali e periferici della nostra città.
Gazzetti, in generale che momento vive la gestione del patrimonio archeologico?
È un momentaccio: i fondi non sono molti. Ma questo è dovuto anche a gravi errori di miei “colleghi”, archeologi e storici dell’arte: non ci siamo aperti all’opinione pubblica dalla quale ci siamo sostanzialmente emarginati. Questo non agevola il compito di nessun governo per aumentare i fondi destinati alla cultura. Il paese ha altre priorità, e per riuscire a ritagliare uno spazio economico ai beni culturali, bisogna far capire l’importanza della memoria storica alle persone. Se questo compito non viene svolto è poi difficile difendere i monumenti.
Nel momento in cui si scopre un sito archeologico fuori dai flussi turistici, magari in una cittadina di provincia o nella campagna romana, secondo lei è preferibile trasportare tutti i reperti di pregio in un museo importante e lasciare il sito in mano agli studiosi, o creare un piccolo museo in loco e cercare di richiamare così dei visitatori?
La prima ipotesi non è mai una buona scelta. Può rendersi necessaria se non si riesce a mettere in piedi una valorizzazione del sito; allora una questione di sicurezza impone di asportare quanto possibile. L’obiettivo finale dovrebbe essere sempre quello di lasciare i siti visitabili, pienamente fruibili e custoditi. La custodia è argomento di discussione: la crisi economica e l’impossibilità di creare delle nuove aree sorvegliate creano difficoltà in questo senso. Bisogna attivare delle collaborazioni che siano funzionali alle esigenze di tutela, ma che siano anche possibili a chi ha in affidamento questa tutela: non si può pretendere che un privato non abbia un minimo tornaconto. Più si rende fruibile un’area, più è possibile custodirla; altrimenti bisogna ricoprire gli scavi.
Questa scelta, di ricoprire un sito appena scoperto, risulta sorprendente per un non addetto ai lavori. Meglio dunque ricoprire che lasciare scavi aperti, come è successo al Pincio?
Non dico che è meglio, ma purtroppo a volte è preferibile. Per il Pincio il Sindaco ha dichiarato alla stampa che verrà resa visitabile una parte dei resti archeologici: una parte sarà ricoperta ma un’altra sarà visibile. È una soluzione ottimale che ricopre per non lasciare il tutto esposto alle intemperie, e crea un sottopasso per rendere il sito, di fatto, fruibile.
Abbiamo appreso con incredulità di un atto vandalico su un pavimento antico, perpetrato nel sito della villa romana delle Colonnacce, sull’Aurelia. Non essendo questo (purtroppo) un sito noto al grande pubblico ci si chiede chi compia questi atti vandalici, e perché.
Li compiono le persone più disparate: quelle con un disagio mentale, i ragazzi annoiati, altri per sfregio o per protesta. Comunque insisto su un tema: bisogna educare le persone ad amare i monumenti. Se ci chiudiamo in una torre d’avorio e non dialoghiamo con l’opinione pubblica questi fenomeni proseguiranno. Il sito delle Colonnacce non è noto ai più, ma lo è in quella zona. Fu scoperto nel ’76 grazie ad una segnalazione fatta a Guardia di Finanza e Carabinieri, probabilmente frutto di un diverbio tra archeologi clandestini. Purtroppo è in una situazione di scarsa difendibilità, in aperta campagna (la villa si trova isolata in cima ad una collina presso Castel di Guido, ndr.). Se si creasse ad esempio un agriturismo vicino, o una struttura economica che fosse in grado di controllare quella archeologica, sarebbe possibile ovviare alla mancanza di custodi che non ci si può permettere di assumere.
Che probabilità ci sono, ai nostri giorni, di disseppellire un Laocoonte?
È più facile trovarlo fuori dall’Italia, perché nel nostro paese, come in altri in Europa, le zone archeologiche sono state continuamente abitate. In Turchia, Siria o Giordania molte aree sono state abbandonate in età tardo antica e mai più abitate. Però il ritrovamento della testa di Iside a Testaccio sotto i binari del tram (nel gennaio scorso, ndr.) dimostra che questo può capitare anche a Roma.
Le è mai capitata un’esperienza come quella raccontata dal film “Roma” di Fellini, in cui un gruppo di archeologi scopre dei bellissimi affreschi che però si polverizzano in pochi minuti per effetto del repentino ricambio d’aria?
Il film si riferisce ad un episodio che noi, come associazione, denunciammo alla Sovrintendenza anni fa: durante i lavori per la metropolitana, in viale Giulio Cesare si “bucò” una villa romana che venne così distrutta. La Sovrintendenza non poté far altro che appurare il danno avvenuto. L’esperienza di entrare in luoghi intatti mi è successa con le tombe etrusche; negli scavi eseguiti su siti romani non mi è mai capitato, anche perché potrebbe succedere solo a Pompei o Ercolano.
Romani e turisti conoscono bene i monumenti in superficie, ma ci sono altrettante meraviglie nascoste sotto terra. Qual è, secondo lei, il luogo accessibile più bello da visitare nel sottosuolo a Roma?
Le case romane del Celio. Un esempio di collaborazione con privati ben riuscita: il sito è gestito da una cooperativa che lo rende perfettamente visitabile e molto ben tenuto. Sono case romane sopra le quali è stata costruita la chiesa dei santi Giovanni e Paolo al Celio. Tanti altri luoghi non vengono aperti, spesso con pretesti che non sono reali; altri potrebbero essere visitabili su richiesta, ma non lo sono per motivi spesso non comprensibili. Questo allontana i cittadini dai monumenti, invece di avvicinarli.
Come viene coinvolta una persona comune che si associa al Gruppo Archeologico Romano?
L’associazione è nata nel 1963 come associazione giovanile di contrasto agli scavi clandestini e di supporto alla Sovrintendenza contro questo fenomeno. Negli anni siamo diventati una associazione culturale volontaristica che si occupa anche di altro: scavi, allestimenti di musei grafici, visite, gestioni di aree. All’interno dell’associazione si possono fare tutte queste attività, insieme a professionisti che le svolgono a titolo gratuito per avvicinare i cittadini ai beni culturali.
Recentemente ci sono state polemiche sulla proposta di creare un camminamento che colleghi le due aree dei fori separate oggi da via dei Fori Imperiali.
Il discorso è complesso. Dal periodo del Ventennio, abbiamo ereditato un programma politico-culturale che prevedeva la messa in luce della parte antica dei fori con la demolizione delle sovrastrutture posteriori, oltre alla creazione di un asse viario. Nel dopoguerra, come purtroppo spesso è successo, non si è sostituito a questo un altro programma, ma ci sono state decisioni prese di volta in volta, senza un disegno definitivo. Adesso si fanno scelte strane: come nel foro di Traiano, dove si rimuove tutto tranne una via che non ha più le case a fianco e resta così, più che altro come un danno all’immagine. Quando c’è una sovrapposizione di periodi storici s’impone una scelta: non si può lasciare un pezzettino di un periodo e un pezzo di un altro. Si potrebbe decidere di eliminare completamente l’arteria di via dei Fori Imperiali per portare tutto a livello romano, ma non si può fare per tanti motivi. Ma se si demolisce lasciando le fondamenta delle case distrutte negli anni ’20 il visitatore non capisce perché, al posto di una strada, ci siano in bella vista dei box in cui sono visibili anche i lavandini, come succede a Monte Savello. Sono scelte che andrebbero evitate.
Qualcuno dal Comune ha parlato anche di restauro del Colosseo; ne ha bisogno? Ci dobbiamo preoccupare?
Il Colosseo è utilizzato per lo meno da 50 anni come specchietto per le allodole per richiedere fondi. Non è detto che abbia bisogno di restauri. Sinceramente non ho i dati per dire se ha bisogno di restauri massicci. Quando lavoravo all’interno della struttura aveva bisogno di piccoli interventi soprattutto quando il traffico gli girava tutto intorno, ma questo non succede più da anni. Sicuramente avrebbe bisogno di essere ripulito. Come tutti i grandi monumenti il Colosseo ha bisogno di essere continuamente mantenuto, più che restaurato. C’è da dire che, nonostante l’anfiteatro sia sede di mostre, non figura tra i 50 monumenti più visitati al mondo. In questa classifica l’Italia può vantare solo gli Uffizi. Del resto noi abbiamo fatto la scelta suicida di dividere il Museo Nazionale Romano in quattro sedi separate (Palazzo Altemps, Palazzo Massimo, la Cripta Balbi e le Terme di Diocleziano, ndr.)
È una scelta sbagliata? Non da la possibilità di esporre più reperti?
Il turista ha poco tempo e vuole andare in un posto solo. A Londra, il British Museum è il museo delle collezioni antiche. A Roma abbiamo i Musei Vaticani che hanno quella funzione; a parte quelli andava creato un moderno museo della città, dove collocare in maniera chiara e leggibile, la gran quantità di materiale che sta ora nei quattro musei.
Eppure Palazzo Massimo e, ad esempio, il piccolo Museo Barracco sono splendidi.
Per gli oggetti esposti, ma non per la didattica. A Palazzo Massimo sono notevoli solo l’ultimo piano e il sotterraneo. Ho viaggiato molto per il G.A.R. e posso dire all’estero, in Germania, Francia e Spagna, ci sono musei che non hanno confronti con i nostri per attrezzature didattiche e comprensibilità. Potremmo farli anche noi, ma “ideologicamente” ci rifiutiamo. Un caso emblematico è quello del Museo della Civiltà Romana all’Eur, l’unico veramente didattico di Roma che però è abbandonato a se stesso da decenni, lasciato senza finanziamenti e sconosciuto ai più. Il problema è che viene snobbato, in quanto i pezzi che espone sono riproduzioni. Per fortuna, da quando ci hanno trasferito il planetario, ci va qualche visitatore in più, ma i plastici che custodisce e che tutto il mondo ha copiato (celebri quelli della Roma imperiale e della Roma arcaica, ndr.), avrebbero bisogno di essere curati, in quanto anch’essi ormai “antichi” e infestati dalle termiti.
Le Ereditiere
(tratto da Vic n°109/maggio ‘09)
Intervista quadrupla alle ragazze che affiancano Carlo Conti nel quiz “L’eredità”. Sara Facciolini, Roberta Morise, Elena Ossola ed Angela Tuccia: tre more, una bionda, tutte iscritte all’università e tutte, apparentemente, con le idee molto chiare sul loro futuro.
Nathalie Rapti Gomez
(tratto da Vic n°108/aprile ‘09)
Dopo i ruoli in “Ex”, “Ultimi della classe”, “Medicina generale” e “Bakhita”, in onda attualmente su Rai Uno, Nathalie Rapti Gomez, giovane attrice greco colombiana trapiantata a Roma, sarà una delle protagoniste della miniserie “Piper”, ambientata nei favolosi anni ’60 e andata in onda su Canale5.
Vittorio Vidotto
(tratto da Vic n°108/aprile ‘09)
Mentre in tv riscuotono sempre più successo le trasmissioni e i canali tematici satellitari dedicati alla storia, la gente affolla le lezioni dal vivo che gli studiosi tengono nelle piazze d’estate e all’Auditorium. Con il professor Vittorio Vidotto, relatore di una recente “lezione” sulla figura di Hitler al Parco della Musica, analizziamo i pro e i contro di una divulgazione storica e “popolare”.
Lorenza Mario
(tratto da Vic n°107/marzo ‘09)
Lorenza Mario debutta il 17 marzo al Sistina con “Facciamo l’amore” nel ruolo che al cinema fu di Marilyn Monroe. Al suo fianco Gianluca Guidi ed Enzo Garinei, profeta in patria. Ne parliamo con l’attrice, che dopo anni di successi come prima ballerina nei varietà televisivi, ha intrapreso una carriera
teatrale ricca di soddisfazioni.
Miriam Leone
(tratto da Vic n°106/febbraio ‘09)
Miriam Leone, ci racconta i primi mesi da Miss Italia in carica. La ventitreenne siciliana, prima miss dai capelli rossi della storia del concorso, eletta a sorpresa dopo un ripescaggio dell’ultimo momento, ha imparato che la vita riserva spesso
delle sorprese e non programma troppo il suo futuro confidando nel destino.
Vittoria Belvedere
(tratto da Vic n°103/novembre ‘08)
Vittoria Belvedere, a teatro dall’11 novembre con la commedia “L’altro lato del letto”, si racconta nel suo nuovo ruolo di attrice teatrale.
Antonella Salvucci
(tratto da Vic n°103/novembre ‘08)
Antonella Salvucci, attrice, conduttrice di programmi tv e serate legate al mondo del cinema, ci racconta i suoi molti impegni tra set, festival cinematografici e acting schools californiane.
Vanessa Ventura
(tratto da Vic n°102/ottobre ‘08)
Conosciamo meglio una giovane attrice romana, cresciuta in Prati, che passa con disinvoltura da Shakespeare e Goldoni, dalle fiction poliziesche ai salotti artistici.
Vincenzo Bocciarelli
(tratto da Vic n°102/ottobre ‘08)
Passato il clamore di Andrea Obrofari, il personaggio di “Orgoglio” che l’ha reso celebre, Vincenzo Bocciarelli gira cortometraggi, dipinge quadri, fa dei reading di cantici religiosi... in attesa di Amleto e di un colossal.
Ennio Morricone
(tratto da Vic n°102/ottobre ‘08)
Il compositore ci racconta i momenti di svolta della sua carriera artistica, dal conservatorio al premio Oscar alla carriera consegnatogli a Los Angeles.
Orlando Corsetti
(tratto da Vic n°101 e n. 102 settembre/ottobre ‘08)
Il Presidente del I Municipio, in carica da pochi mesi, affronta in questa lunga intervista i problemi del centro, i suoi programmi e i difficili rapporti con il Campidoglio.
Ilaria Spada
(tratto da Vic n°101/settembre ‘08)
Reduce dai set di "Raccontami" e "Provaci ancora Prof" l'attrice ventisettenne ci anticipa un autunno teatrale con due musical di prossima programmazione.
Giorgio Panariello
(tratto da Vic n°101/settembre ‘08)
In attesa del suo debutto del 27 settembre al Palalottomatica, Giorgio Panariello ci parla della sua carriera, delle sue imitazioni e dei temi dello spettacolo.
Laura Rampini
(tratto da Vic n°101/settembre ‘08)
VIC incontra un personaggio fuori dagli schemi: Laura Rampini, paracadutista, disabile ed organizzatrice di eventi sportivi.
Anna Safroncik
(tratto da Vic n°99/giugno ‘08)
L’attrice italo-ucraina, protagonista di “Cento Vetrine” e “Rivombrosa 20 anni dopo” racconta gli impegni più recenti e la sua vita privata.
Francesco Venditti
(tratto da Vic n°99/giugno ‘08)
Attore e doppiatore, figlio d’arte e probabile futuro produttore. Francesco Venditti fa un punto sulla sua carriera e sul momento del cinema italiano.
Anna Tatangelo
(tratto da Vic n°96/marzo ‘08)
In occasione del Festival di Sanremo, chiuso al secondo posto, la giovane stella della canzone ci spiega come fa convivere la sua carriera, i pettegolezzi, e la fama da dividere con un compagno altrettanto famoso.
Aida Yespica
(tratto da Vic n°95/febbraio ‘08)
La protagonista dello show del Bagaglino racconta i suoi ultimi impegni artistici e commenta i fatti di cronaca relativi allo scandalo “Vallettopoli”.